LAGO DI LOPPIO E CAPOSALDO AUSTRO-UNGARICO DEL NAGIÀ-GROM


                  Domenica 7 Aprile

Proponenti: Alessandro Pozzani
Valerio Sartori
Difficoltà: E – N
Dislivello: 300 metri.
Percorrenza: 6 ore.
Attrezzatura: da escursione.
Partenza: ore 8:00 in auto dalla sede C.A.I.

(pranzo al sacco).

 

Descrizione:

Fino a qualche decennio fa il lago di Loppio una era un lago alpino di notevole bellezza, frequentato dai giovani e meno giovani della zona di Mori e non solo. Nella valle che unisce il solco dell’Adige a quello del Garda, il Lago di Loppio si originò a causa di un doppio sbarramento: una grossa frana ostruì il lato nord-occidentale, mentre il Rio Gresta con i suoi materiali bloccò il lato opposto.

Ora del lago è rimasto solo il bacino prosciugato (la più estesa area palustre del Trentino), ed al posto dell’acqua vi è cresciuta una vivace vegetazione che ospita molti specie di animali sia terrestri che volatili. Nei periodi di piogge abbondanti è possibile che il lago, per qualche giorno, torni a contenere dell’acqua fino al suo graduale svuotamento.
Percorrendo la pista ciclabile fino a metà lago si incontra l’isola di Sant’Andrea, luogo di incontro dei giovani moriani fino a quando il lago era ancora pieno d’acqua, ed ora importante sito archeologico.

NagiàGrom

Nel primo pomeriggio spostamento a Manzano.

La visita del campo trincerato del NagiàGrom ci porta in Valle di Gresta. In tempo di guerra la Valle di Gresta costituì il punto d’unione tra il settore di Riva e quello della Val Lagarina e venne interessata da più linee di trinceramenti. Il Monte Nagià è una sporgenza pronunciata che si affaccia sulla sottostante Valle del Cameras: questo gli assegnava i vantaggi di una fortezza naturale a cui i comandi militari austriaci aggiunsero l’organizzazione di un campo trincerato piuttosto articolato.

Oggi il Monte NagiàGrom è un eccezionale “documento” che testimonia e racconta, che mostra opere e manufatti in ottimo stato di conservazione. Il giro circolare del caposaldo ci porta a scoprire lunghi tratti di trincee, perfettamente ricostruite e altre posizioni con feritoie, caverne e un osservatorio.

 

Nel pomeriggio sosta in Val di Gresta, famosa per le coltivazioni biologiche di ortaggi.