PIZZO TRESERO VIA NORMALE


                  Sabato 15 – Domenica 16 Giugno

Proponenti: Pier Paolo Belluco  
Rinaldo Bertelli  
Difficoltà: A
Dislivello: 1100 metri.
Percorrenza: 7 ore.
Attrezzatura: da alpinismo.
Partenza: Ore 6:00 in auto dalla sede C.A.I.

(pranzi al sacco, cena e pernottamento in rifugio).

Descrizione:

1° giorno:

Breve escursione sul vallone di accesso al ghiacciaio del Dosegù.

2° giorno:

Itinerario lungo la cresta sud-ovest: Dal rifugio Berni sulla strada del Gavia posto a 2541 m si scende al ponte sottostante sul torrente Gavia. Poco dopo il ponte, senza proseguire sulla stradina che sale verso il vecchio rifugio Gavia, si prende il sentiero che va verso sinistra (indicazioni Ponte dell’Amicizia). Dopo pochi minuti di tragitto, ad un bivio, si lascia sulla sinistra il sentiero che prosegue in leggera discesa per il Ponte di Pietra. Si continua a destra con dei lievi saliscendi fino ad arrivare sul fondo della Valle di Dosegù dove scorre l’impetuoso torrente omonimo. Si passa la stretta gola tramite un bellissimo ponte sospeso detto dell’Amicizia a quota 2520 m. Il sentiero prosegue poi verso destra a tratti ripido seguendo dei dossi morenici ed erbosi ed in avvallamenti pietrosi. Stando sempre alla destra della scarpata rocciosa della dorsale sud-ovest del Pizzo Tresero si raggiunge oltre una spalla camminando su sfasciumi (ometti), l’intaglio più basso dell’evidente cresta sud-ovest posto a 3220 m. Seguendo la facile cresta si arriva in breve al Bivacco Seveso posto a 3398 m di quota. Dal bivacco si prosegue lungo la facile cresta fino ad un modesto risalto roccioso che si supera con qualche breve passaggio di II-III grado. Poi il terreno si addolcisce, e su detriti e rocce rotte (tracce di sentiero) si arriva facilmente all’imponente croce di vetta. Questa salita si svolge interamente su sentiero nella prima parte, poi su sfasciumi detritici nella seconda parte e non tocca mai il ghiacciaio che man mano si sta drasticamente riducendo.

Dalla Vedretta del Tresero: Passando una cinquantina di metri sotto l’intaglio più basso della cresta finale, si prosegue verso destra (ometti) andando a salire il ripido pendio che porta sulla Vedretta del Tresero nella sua parte sinistra. Si prosegue ora leggermente verso destra per circa duecento metri. Quindi verso sinistra superando dei brevi gradoni e su sfasciumi con percorso logico ci si porta in prossimità della cresta sud-ovest. Da qui lungo una breve placca, ora attrezzata, si raggiunge la esile cresta che via via si fa più agevole fino alla cima.